p 393 .

Sintesi.

A  cavallo  fra  i  due secoli la popolazione continu  ad  aumentare,
grazie  al calo della mortalit favorito dalle migliori condizioni  di
salute. Determinanti furono i progressi della medicina e dell'igiene e
il miglioramento dell'alimentazione.  (Paragrafo 1).
Dagli  anni  Settanta  alla vigilia della prima  guerra  mondiale  una
seconda  massiccia ondata di emigranti abbandon i paesi  europei  pi
poveri, per recarsi in gran parte negli Stati Uniti. La crescita e  la
mobilit demografica causarono un aumento della popolazione urbana. Le
principali   citt  degli  stati  economicamente   pi   avanzati   si
ingrandirono ulteriormente e si arricchirono di moderne costruzioni  e
infrastrutture, frutto dei progressi compiuti dall'ingegneria  civile.
(Paragrafo 2).
L'aristocrazia mantenne posizioni di prestigio sociale.  La  borghesia
divent una classe composita e fluida, a causa della formazione di  un
ampio  e complesso ceto medio. Una minoranza di operai qualificati  si
distinse  dalle  restanti  masse  proletarie  e  sottoproletarie.   La
popolazione rurale continu a vivere in condizioni di notevole miseria
ed aliment in misura determinante l'emigrazione.  (Paragrafo 3).
Lo  sviluppo dell'industrializzazione fu accompagnato da una  crescita
del  movimento  operaio.  Le associazioni sindacali,  sorrette  da  un
sempre  maggior  numero di iscritti, si dotarono di  un'organizzazione
pi  efficiente.  In  quasi tutti gli stati  europei  vennero  fondati
partiti  socialisti, all'interno dei quali si distinsero  orientamenti
riformisti e rivoluzionari. Nel 1891 venne ufficialmente costituita la
seconda   internazionale,  che  si  sciolse  nel   1914   in   seguito
all'accentuarsi  dei  contrasti interni causato  dallo  scoppio  della
prima guerra mondiale.  (Paragrafo 4).
I    marxisti   ortodossi   continuarono   a   sostenere   la   teoria
dell'inevitabilit  del crollo del capitalismo, a  cui  non  credevano
invece  i  cosiddetti  revisionisti,  fautori  di  una  trasformazione
graduale  della  societ  capitalistica  attraverso  l'attuazione   di
riforme. Su posizioni pi estremistiche si collocarono alcune correnti
di  sinistra, favorevoli all'iniziativa diretta della classe  operaia.
Secondo  il  russo Lenin, il partito socialista avrebbe dovuto  essere
formato  da  rivoluzionari di professione e assumere  la  funzione  di
avanguardia e di guida delle masse operaie. Sostenitori dello sciopero
generale rivoluzionario erano gli anarco-sindacalisti.  (Paragrafo 5).
I  problemi sociali causati dall'industrializzazione e l'avanzata  del
socialismo  spinsero la Chiesa di Roma ad abbandonare  l'intransigenza
verso  la  societ  moderna. Papa Leone tredicesimo,  con  l'enciclica
Rerum  Novarum,  pose  le basi della dottrina  sociale  della  Chiesa,
indicando  quale  soluzione dei conflitti economico-sociali  l'accordo
tra  lavoratori  e  datori  di  lavoro,  fondato  sui  principi  della
solidariet  cristiana.  I  cattolici,  incoraggiati  dalle   aperture
papali,  costituirono  associazioni  sindacali  e  intensificarono  la
partecipazione politica. (Paragrafo 6).
A  partire  dagli ultimi decenni dell'Ottocento si diffusero movimenti
nazionalistici aggressivi e antidemocratici, sostenitori della  guerra
quale   strumento  fondamentale  per  l'affermazione   della   potenza
nazionale.  Il  nazionalismo  si collegava  spesso  al  razzismo,  che
colpiva in particolare gli ebrei. L'antisemitismo favor la diffusione
del  sionismo,  il  cui obiettivo era la realizzazione  di  uno  stato
ebraico in Palestina. (Paragrafo 7).
Una  serie di studi e ricerche in vari settori fece crollare  l'ideale
di  una conoscenza scientifica fondata su leggi universalmente valide;
con  esso  entr  in crisi l'ottimistica fiducia nelle possibilit  di
conoscenza  e  di  progresso, propria del  positivismo.  Si  diffusero
quindi  nuove  correnti culturali, che sostenevano  l'impossibilt  di
cogliere  l'essenza della realt attraverso la scienza e  la  ragione.
(Paragrafi 8 e 9).
